L’I-dea-sbendata senza veli

Impariamo a conoscere l’I-dea sbendata, protagonista di questo spazio.

Chi sei?

Sono quella che vedi nella meravigliosa immagine di Andrea Pecchia.

Cosa vuoi essere?

Flusso di coscienza! È un termine che mi rimbomba nella testa e penso a Proust. Anche se in verità è stato ampliamente accostato a Joyce, allo scrittore francese e tanti altri, ma poco importa. Il flusso lo uso e copio, perché il suo declino non è evidentemente ancora previsto. Lo lego alla lettura di “Alla ricerca del tempo perduto” e penso che ancora oggi è uno stile che funziona alla grande. E non crea intellettualismi, ma regala sensazioni. Per questo Proust è uno scrittore destinato a non tramontare, nonostante siano passati quasi cento anni dalla sua dipartita.

Qual è il tuo scopo?

Ho come mood quello di attivare il flusso di coscienza e come focus l’intuizione. Ma cercherò di essere più incisiva e meno dispersiva. Mi chiedo: nell’era della sovrapproduzione di informazioni, del controllo assoluto dei metadati, del continuo superamento di limiti, delle possibilità spaventose dell’intelligenza artificiali, del continuo tentativo di appiattire la consapevolezza dell’individuo e di conseguenza della massa composta da tanti io soggettivi, cosa ci salverà? Continua a leggere