Piena di te è la curva del silenzio…

Un mio carissimo amico, papà.

Di notte con il figlio addormentato, dopo 30 min di passeggiata senza senso, col bambino in braccio, improvvisamente mi dice:

Per te che cos’è l’amore?

ed io:

Amo dire che è  il frammento di un insegnamento sconosciuto. Un fuoco che poi va alimentato continuamente con la carbonella. Forse ancora non lo so, o forse lo so sempre un po’ di più, per questo non mi mischio facilmente se non vedo crescita.

e lui:

bravo, bravo, belle parole, ma che intendi?.

Ed io:

forse il segreto è che occorre saper essere due single in una coppia. Cioè due persone libere di essere individui, che si rispettano e rispettano i loro essere unici e fluendo senza il possesso, per scorrere semplicemente insieme.

e lui:

ammazza quanti bei paroloni che sai…

Ed io, stizzito:

allora dimmelo tu che hai messo su una bella e numerosa famiglia che cos’è l’amore?

e lui, camminando e indicandomi il figlio di tre anni addormentato da mezz’ora fra le sue braccia:

“l’amore è buciodeculo!”

Ho capito, ho salutato, e me ne sono andato a casa, zitto!!!.

Imboccar la verità

Roma, c’è fila davanti al monumento della Bocca della verità, dove tutti vogliono mettere la mano dentro al mascherone barbato con la faccia di Giove Ammone.

Tante mani e dita nella sua gola per far vomitare ipocrite verità.

bocca-verità

 

Tocca a me

 

 

 

– Ciao (le dico)

–  Ciao (mi risponde).

– Perché stai qui?

– Per amor del vero sto qui per dirti che sono un fiero bugiardo.

– Ma tu non ami il vero?

– E infatti ti ho detto una bugia.

– Senti, metti la tua mano nella mia bocca e vediamo se dici veramente bugie.

– Non ci penso proprio. Mi fa schifo metterti le mani in bocca. Tu con la scusa della verità, ti fai penetrare da tutti. Sei come un’acquasantiera. Aperta verso tutto e tutti quelli che in realtà di te se ne lavano le mani. Sei una bocca che riceve bacilli. E poi, perché la verità ti fa restare a bocca aperta?

– Perché la verità mozza il fiato. Conosci altre verità?

– Beh credo che l’erezione sia la verità assoluta. Dioniso lo sapeva. Spesso basta un niente; una donna che ti dica una bugia, un ti amo bugiardo e si prova immediatamente l’erezione. Per questo è stata temuta, celata e coperta di foglie di fico per millenni.

– Ok, però ora… allunga la mano…

– Vuoi che te la metto in bocca?

– Sì

– Ma se ti entro dentro rischio.

– No, basta essere sinceri.

– Ma se sono un bugiardo incallito? Come faccio ad essere sincero?

– Prova, abbi coraggio. Sia per dire bugie che per seguire la verità ci vuole coraggio.

– La verità cara bocca è che tu sei l’unica bocca da sempre violata senza mai esser baciata.

– E’ vero! Maledetto bugiardo! Dici il vero. Ti prego METTI LA MANO. E dimmi qualcosa, qualsiasi cosa. Ti prego TOCCAMI, PARLAMI…

– Va bene, lo farò. Metto la mano.

– Sì, sì, dai dimmi qualcosa ora che l’hai infilata.

– Ti amo!!!!

 

Tolgo la mano.

Intatta!

Mi chiedo:

sono integro perché ho detto una finta verità? O perché anche la bocca ha bisogno di sincere bugie? O forse il mito della bocca della verità è da sempre una stupenda bugia?

Forse, molti amori sono solo la somma di tante piccole bugie?

Non saprei….Ora potrei continuare a dire bugie, agli altri, non più a me stesso.

Cammino leggero e mi ritrovo per strada, dove incontro tante bocche della verità.

picassoOffrono coercitivamente amore, quello bugiardo…Nessuno le ritiene veritiere, tante macchine passano di lì e neanche se ne accorgono. Molte altre si fermano, le fanno salire e in verità vi dico, i loro destini, pendono dalle loro labbra…

 

 

 

 

 

© Giammarco Spineo 

 

Cosa cerchi nel grano?

 

 

 

  • Come stai Giò. Che è quella faccia?

 

  • Sto un po’ preoccupato Prometeo. Si tratta di qualcosa di più grande di me, di totalmente esterno. Sai quelle cose che quando arrivano non c’è niente da fare. Non so se mi spiego?

 

  • Temo di no. Sii più chiaro- sollecitava Prometeo.

 

  • Ieri sera di ritorno dal bosco, dopo il culo che mi sono fatto per arrivare a 3000 metri per vedere le cascate, durante la discesa, ormai quasi a valle, sono passato affianco ad un campo di grano. Ero sfinito. Mi sono fermato, e mi sono addormentato fra il bosco ed il campo. Faceva un gran caldo e decisi di dormire all’aria aperta. Stamattina, appena sveglio ho trovato nel campo dei cerchi meravigliosi, con dei disegni incredibili, simili a quelle geometrie sacre, sai quelle che si vedono in alcune cattedrali o in antichi tempi immersi in straripante natura? Insomma una di quelle cose che riescono a cambiarti il ritmo del respiro. Si trasforma in tenue soffio che su tutto si posa e dal tutto arriva. Beh insomma, ero colmo di aria leggera, speciale, dentro ai polmoni e soprattutto nel diaframma. Ero incuriosito da questa incredibile storia, ed ho cercato di darmi spiegazioni. Ma mentre pensavo a quel respiro mi sono accorto che pian piano svaniva il ritmo quieto… e più pensavo e più il mio respiro accelerava, in stato d’ansia e paranoia.

 

D’un tratto mi sono imbattuto in un anziano uomo, che procedeva spedito.

L’ho salutato:

 

  • Salve, ha notato per caso qualcosa di insolito in prossimità del bosco, per la precisione sul campo di grano?

 

  • Lui : Niente di strano.

 

  • Ha notato quei cerchi di grano che ieri sera non c’erano? Come è possibile? Di chi sono opera? Difficile credere che li abbia fatti in così poco tempo un uomo. Io non ho sentito niente, eppure ero lì. Mi sono addormentato di sera e all’alba erano già tutti realizzati senza che mi accorgessi di niente.

 

  • Cosa temi di quei cerchi?. Ti affascinano? Ti inquietano?

 

 

  • Tutt’e due le cose…Inoltre mi chiedo, chi li ha fatti?

 

  • Hai mai sentito parlare di ufo, extraterrestri, alieni? Di oggetti volanti, di forme di vita più evolute che vengono da un’altra dimensione? Bene, sono questi esseri potentissimi che hanno realizzato tutto ciò. Loro possono fare quello che vogliono a loro piacimento, come e quando vogliono, su di te, su di me, su tutti. E noi non possiamo decidere niente…sono dei mostri…e tu sei zero…zeroooo, ti rendi conto zeroooo?

 

  • Capisci Prometeo, perché sono inquieto. Chi sono questi alieni? Li hai mai visti? Ne hai mai sentito parlare? Se possono tanto su di noi, perché non lo fanno. I nostri destini stanno veramente nelle loro mani? Noi cosa siamo? Non decidiamo niente noi?

 

  • Mi meraviglio di te-rispose fra il sorpreso e il nauseato, Prometeo. – ma come, hai lottato fino ad ora contro draghi, traffico alle ore di punta, buche col motorino, animali mitologici, concorsi truccati, mobbing, armate del male, prestiti, banche, schizzofrenici ossessivi, amazzoni, donne con problemi sessuali, scioperi dei mezzi, targhe alterne e via dicendo…il tutto facendo leva solo sulle tue forze e il tuo potere e cosa mi ritrovo di fronte? Un pappamolle impaurito, timoroso di un vecchio che ti parla di ufo e cerchi sul grano?

 

  • Si hai ragione Prometeo. So che razionalmente è ridicolo, ma è così. Li ho visti con i miei occhi i cerchi.

 

  • Cosa sono i tuoi occhi? L’unico strumento di verità esistente al mondo? Cosa ti preoccupa?

 

  • Sono preoccupato, perché se dovesse esistere una specie più evoluta, potrebbe veramente distruggerci in meno di niente senza poter far niente. Sarebbe un peccato, soccombere dopo tutto ciò che si è fatto nelle domeniche di blocco al traffico, durante la giornata mondiale dei diritti della tartaruga poleomelitica dello stagno di Gnoseux o nella lotta per fermare il bracconaggio dei fenicotteri rosa shoking di Molentargius.

 

  • Mi sa che tu ti sei rincoglionito di brutto. Hai da pagare l’avvocato per la separazione. Il mutuo. Stai per diventare padre e temi gli ufo?

Dovrai comprare pannolini, pulire il culo di tuo figlio più volte al giorno, sfamare una bocca in più, affittare una casa nuova e più grande, comprare vestiti e libri per farlo studiare e tu pensi ai cerchi?

Il grano, il grano, sempre il grano. Troppo guerre si son fatte nel grano e per il grano. Ma tu cosa CERCHI nel grano?

 

  • Non capisco, cosa vuoi che cerchi io. In quel respiro ieri sera, per una volta ho trovato ristoro dell’anima e riposo della mente. Ero solo, ma stavo con tutto. Ero collegato, per la prima volta a me, a tutto ciò che avevo intorno e a tutti. E poi, e poi ti ho solo raccontato cosa è successo.

 

  • Sì ho capito, hai visto CERCHI. Ebbene cosa ti è successo di speciale a te, alla tua persona. Non mi sembra che tu sia stato attaccato da mostruosi insetti giganti o da esseri predatori. Sbaglio? Non mi sembra che questo mese non pagherai più le rate per la macchina o salterai il corso di capoeira.

 

  • No non sbagli. Ho solo visto immagini meravigliose disegnate nel grano….

 

  • Bene, prenditi solo questo da quest’esperienza. Tutto il resto lascialo nel campo….sono paure nuove. Goditi i cerchi e cerca di disfarti del terrore nei confronti di ciò che non ti è noto. Non resistergli, stavolta non combattere. Osserva. Cos’ è un extraterrestre? Cosa rappresenta per te? Il nostro corpo non è una galassia? Siamo abitati da tanti esseri microscopici, batteri, virus, e perché non dovremmo abitarne noi altri più grandi? Non potremmo essere noi i microbi di corpi più grandi che non riusciamo a vedere? L’ignoto, il non conosciuto ci è alieno. Non fa parte di te, ma è in gran parte in te, nelle tue preoccupazioni. Pensi troppo al tuo senso di inadeguatezza, il tuo è un desiderio irrealizzato di essere divino e onnicomprensivo. Vorresti abbracciare tutto, e oltre il tutto, controllando e dominando mentalmente anche altre incredibili ed inesplorate dimensioni. Ma vedi che ciò non è possibile, almeno mentalmente, ed hai paura. “Se lo pensi esiste”. Ti ricordi questa verità? Bene, se lo respiri, esiste ancora di più…? Cerca… chi Cerchio trova ….???!!!!

 

  • L’ignoto se non lo conosco, non posso temerlo. Posso pensare consapevolmente che è una parte aliena di me, che non conosco. Si tratta di un altro specchio. Dell’ennesimo specchio dimensionale. Lo specchio in cui potrei vedermi o che potrebbe non riflettermi mai. Lo specchio che potrebbe salvarmi o potrebbe rompersi. L’unico modo per non temere è quello di Essere Presente in quel respiro…si quel respiro, quello che ha un suono bello e un sapore leggero: il cosmo, in tutte le sue note, chiuso in quell’attimo eterno che fa click. Per arrivare a quel click quanta strada. Ora però, in questa dimensione percettiva, tutti possiamo respirare quello scatto, in avanti, quel faticosissimo scatto….Per scattare bene ci vuole sempre la giusta respirazione, ora ho lo so’. Grazie Prometeo, torno nella mia città, a mostrare quel respiro.

 

Giò