Cosa cerchi nel grano?

 

 

 

  • Come stai Giò. Che è quella faccia?

 

  • Sto un po’ preoccupato Prometeo. Si tratta di qualcosa di più grande di me, di totalmente esterno. Sai quelle cose che quando arrivano non c’è niente da fare. Non so se mi spiego?

 

  • Temo di no. Sii più chiaro- sollecitava Prometeo.

 

  • Ieri sera di ritorno dal bosco, dopo il culo che mi sono fatto per arrivare a 3000 metri per vedere le cascate, durante la discesa, ormai quasi a valle, sono passato affianco ad un campo di grano. Ero sfinito. Mi sono fermato, e mi sono addormentato fra il bosco ed il campo. Faceva un gran caldo e decisi di dormire all’aria aperta. Stamattina, appena sveglio ho trovato nel campo dei cerchi meravigliosi, con dei disegni incredibili, simili a quelle geometrie sacre, sai quelle che si vedono in alcune cattedrali o in antichi tempi immersi in straripante natura? Insomma una di quelle cose che riescono a cambiarti il ritmo del respiro. Si trasforma in tenue soffio che su tutto si posa e dal tutto arriva. Beh insomma, ero colmo di aria leggera, speciale, dentro ai polmoni e soprattutto nel diaframma. Ero incuriosito da questa incredibile storia, ed ho cercato di darmi spiegazioni. Ma mentre pensavo a quel respiro mi sono accorto che pian piano svaniva il ritmo quieto… e più pensavo e più il mio respiro accelerava, in stato d’ansia e paranoia.

 

D’un tratto mi sono imbattuto in un anziano uomo, che procedeva spedito.

L’ho salutato:

 

  • Salve, ha notato per caso qualcosa di insolito in prossimità del bosco, per la precisione sul campo di grano?

 

  • Lui : Niente di strano.

 

  • Ha notato quei cerchi di grano che ieri sera non c’erano? Come è possibile? Di chi sono opera? Difficile credere che li abbia fatti in così poco tempo un uomo. Io non ho sentito niente, eppure ero lì. Mi sono addormentato di sera e all’alba erano già tutti realizzati senza che mi accorgessi di niente.

 

  • Cosa temi di quei cerchi?. Ti affascinano? Ti inquietano?

 

 

  • Tutt’e due le cose…Inoltre mi chiedo, chi li ha fatti?

 

  • Hai mai sentito parlare di ufo, extraterrestri, alieni? Di oggetti volanti, di forme di vita più evolute che vengono da un’altra dimensione? Bene, sono questi esseri potentissimi che hanno realizzato tutto ciò. Loro possono fare quello che vogliono a loro piacimento, come e quando vogliono, su di te, su di me, su tutti. E noi non possiamo decidere niente…sono dei mostri…e tu sei zero…zeroooo, ti rendi conto zeroooo?

 

  • Capisci Prometeo, perché sono inquieto. Chi sono questi alieni? Li hai mai visti? Ne hai mai sentito parlare? Se possono tanto su di noi, perché non lo fanno. I nostri destini stanno veramente nelle loro mani? Noi cosa siamo? Non decidiamo niente noi?

 

  • Mi meraviglio di te-rispose fra il sorpreso e il nauseato, Prometeo. – ma come, hai lottato fino ad ora contro draghi, traffico alle ore di punta, buche col motorino, animali mitologici, concorsi truccati, mobbing, armate del male, prestiti, banche, schizzofrenici ossessivi, amazzoni, donne con problemi sessuali, scioperi dei mezzi, targhe alterne e via dicendo…il tutto facendo leva solo sulle tue forze e il tuo potere e cosa mi ritrovo di fronte? Un pappamolle impaurito, timoroso di un vecchio che ti parla di ufo e cerchi sul grano?

 

  • Si hai ragione Prometeo. So che razionalmente è ridicolo, ma è così. Li ho visti con i miei occhi i cerchi.

 

  • Cosa sono i tuoi occhi? L’unico strumento di verità esistente al mondo? Cosa ti preoccupa?

 

  • Sono preoccupato, perché se dovesse esistere una specie più evoluta, potrebbe veramente distruggerci in meno di niente senza poter far niente. Sarebbe un peccato, soccombere dopo tutto ciò che si è fatto nelle domeniche di blocco al traffico, durante la giornata mondiale dei diritti della tartaruga poleomelitica dello stagno di Gnoseux o nella lotta per fermare il bracconaggio dei fenicotteri rosa shoking di Molentargius.

 

  • Mi sa che tu ti sei rincoglionito di brutto. Hai da pagare l’avvocato per la separazione. Il mutuo. Stai per diventare padre e temi gli ufo?

Dovrai comprare pannolini, pulire il culo di tuo figlio più volte al giorno, sfamare una bocca in più, affittare una casa nuova e più grande, comprare vestiti e libri per farlo studiare e tu pensi ai cerchi?

Il grano, il grano, sempre il grano. Troppo guerre si son fatte nel grano e per il grano. Ma tu cosa CERCHI nel grano?

 

  • Non capisco, cosa vuoi che cerchi io. In quel respiro ieri sera, per una volta ho trovato ristoro dell’anima e riposo della mente. Ero solo, ma stavo con tutto. Ero collegato, per la prima volta a me, a tutto ciò che avevo intorno e a tutti. E poi, e poi ti ho solo raccontato cosa è successo.

 

  • Sì ho capito, hai visto CERCHI. Ebbene cosa ti è successo di speciale a te, alla tua persona. Non mi sembra che tu sia stato attaccato da mostruosi insetti giganti o da esseri predatori. Sbaglio? Non mi sembra che questo mese non pagherai più le rate per la macchina o salterai il corso di capoeira.

 

  • No non sbagli. Ho solo visto immagini meravigliose disegnate nel grano….

 

  • Bene, prenditi solo questo da quest’esperienza. Tutto il resto lascialo nel campo….sono paure nuove. Goditi i cerchi e cerca di disfarti del terrore nei confronti di ciò che non ti è noto. Non resistergli, stavolta non combattere. Osserva. Cos’ è un extraterrestre? Cosa rappresenta per te? Il nostro corpo non è una galassia? Siamo abitati da tanti esseri microscopici, batteri, virus, e perché non dovremmo abitarne noi altri più grandi? Non potremmo essere noi i microbi di corpi più grandi che non riusciamo a vedere? L’ignoto, il non conosciuto ci è alieno. Non fa parte di te, ma è in gran parte in te, nelle tue preoccupazioni. Pensi troppo al tuo senso di inadeguatezza, il tuo è un desiderio irrealizzato di essere divino e onnicomprensivo. Vorresti abbracciare tutto, e oltre il tutto, controllando e dominando mentalmente anche altre incredibili ed inesplorate dimensioni. Ma vedi che ciò non è possibile, almeno mentalmente, ed hai paura. “Se lo pensi esiste”. Ti ricordi questa verità? Bene, se lo respiri, esiste ancora di più…? Cerca… chi Cerchio trova ….???!!!!

 

  • L’ignoto se non lo conosco, non posso temerlo. Posso pensare consapevolmente che è una parte aliena di me, che non conosco. Si tratta di un altro specchio. Dell’ennesimo specchio dimensionale. Lo specchio in cui potrei vedermi o che potrebbe non riflettermi mai. Lo specchio che potrebbe salvarmi o potrebbe rompersi. L’unico modo per non temere è quello di Essere Presente in quel respiro…si quel respiro, quello che ha un suono bello e un sapore leggero: il cosmo, in tutte le sue note, chiuso in quell’attimo eterno che fa click. Per arrivare a quel click quanta strada. Ora però, in questa dimensione percettiva, tutti possiamo respirare quello scatto, in avanti, quel faticosissimo scatto….Per scattare bene ci vuole sempre la giusta respirazione, ora ho lo so’. Grazie Prometeo, torno nella mia città, a mostrare quel respiro.

 

Giò

 

 

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